Sindrome di west e malattie Rare genitori insieme

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Il mio piccolo nipotino affetto da Sindrome di Down e Sindrome di West

Lun Giu 18, 2012 5:03 pm Da Daiana

Salve a tutti, come avrete sicuramente capito sono la zia di un bimbo di 3 anni affetto da sindrome di down.
A pochi mesi di vita gli è stato diagnosticato (se pur con ritardo) la sindrome di west.
Da li le varie prove con tutti i possibili medicinali e dosi che solo voi potete immaginare.
Allo stato attuale il bambino assume mezza bustina di Sabril da 500mg , una pillola di Topamax da 25mg e tre gocce di Rivotril. Il tutto ripetuto mattino, pomeriggio e sera. Anche se le crisi sono diminuite …

La storia di Antonella

Gio Nov 26, 2009 11:23 pm Da lellady

"Piacere, Antonella, 41 anni, nel 1969, a 10 mesi, subito dopo aver subito una dose di vaccino Sebin, iniziarono gli spasmi in flessione, tic di Salaam e ai tracciati EEG si evidenziava l'ipsaritmia. Mi ricoverarono con dosi massicce di ACTH, e terapia antiepilettica per 18 anni.
Le crisi rimasero confinate solo a quell'anno della mia vita.
Sono stata oggetto di una tesi del mio neuropsichiatra,in seguito al mio buon recupero, assieme ad altri 2 casi, con stessa diagnosi ma decorsi ben …

la storia sel piccolo jury racconta dalla mamma Cristina.G

Gio Feb 25, 2010 7:41 pm Da Admin

il mio piccolo ha 8 mesi,il 9 di settembre ha fatto la 1° vacinazione e verso la fine di ottobre ha iniziato ad essere + apatico meno sorridente,poi tt il gg si lagnava sempre.aveva sempre le crisi di pianto tt le sere dalle 8 di sera fino alle 1 di notte,io e mio marito eravamo sfiniti e nn sapevamo + dv sbattere la testa.l'ho portato dal pediatra nn mi ha saputo dire niente,così dopo l'ennesima crisi di pianto sn andata al ps anke loro nn mi hanno saputo dire niente.poi il 17 novembre …

ACTH o Sabril?

Sab Feb 06, 2010 3:13 am Da Alessio

Conosco l'argomento solo da tre giorni per quello che sto sperimentando con una mia nipotina di 8 mesi e per quello che ho imparato dalla letteretura e da internet in queste tre notti.
Ho l'impressione che tutte le strutture della Toscana usino il Sabril come farmaco d'elezione mentre tutta la Lombardia va per l'ACTH.
La mia nipotina e' stata ricoverata mercoledi' scorso a Pisa ed è sotto Sabril.
L'effetto del Sabril sembra buono - anche se non ha rimosso completamente gli spasmi - ma sono …

La storia della piccola Roberta raccontata dalla mamma Cristina

Gio Feb 04, 2010 7:44 pm Da Admin

Ciao a tutti, sono Cristina la mamma di Roberta che ha 25 mesi ed ha la Sindrome di west sintomatica dalla nascita. Non sta in piedi, non gattona e non vede molto bene, ha una brutta scogliosi ed una sub-lussazione all'anca. Abbiamo passato 6 mesi in Florida dove ha eseguito un programma di Fisioterapia intensiva (2 or...e per 5 giorni la sett), camera iperbarica, logopedia (3 ore la sett), le hanno prescritto un bustino, dei tutori ai piedini,ed un divaricatore per le anche. Adesso Roby è …

La storia di Federico raccontata dalla Mamma Grazia

Mer Feb 03, 2010 6:42 pm Da Admin

Salve!
Sono Grazia Lamanna, la mamma di Federico, Federico è affetto dalla
Sindrome di West dalla nascita, purtroppo per lui è andata male,
Federico non strisciava, non gattonava, non seguiva, però
fortunatamente parla bene, Ora Federico ha 18 anni, va a scuola a
Torino. Nei primi anni abbiamo iniziato una terapia che...
si chiamava Metodo Doman di Philadelphia, abbiamo ottenuto degli ottimi
risultati, Federico dopo 6 mesi ha iniziato a gattonare benissimo, ma
la sua lesione non lo ha …


La storia della piccola Francesca raccontata dalla Mamma Marilena

Mer Feb 03, 2010 5:55 pm Da Admin

Ciao
ragazzi,la mia piccola francesca ha la sindrome di west i primi esordi
a 7 mesi,ora ha 6 anni frequenta la prima,con difficoltà dovute al
ritardo psicomotorio lasciato dalle prime crisi.cmq la seguono sia una
psicomotricista che la logopedista,dopo l'acth non ha avuto più crisi
visibili solo con l'elettroencefalo ...si
vede l'alterazione.e fa terapia con depakin,io posso solo dirvi di
'pretendere' la riabilitazione ......dico questo perchè noi abbiamo
dovuto lottare …


La Storia della piccola Asia

Lun Ago 31, 2009 5:07 pm Da Admin

Mia figlia l' 8 aprile 2009 e' stata ricoverata per una semplice
infezione urinaria e sottopeso visto che il 13 doveva ricevere il santo
battesimo i dottori dissero che il 12 saremmo andati a casa in permesso
e fin li tutto ok poi pero' il giorno 10 mia figlia dopo un pianto
disperato fece uno strano movimento: tiro' su le braccina e un po anche
gli occhi e veniva avanti con la schiena questo per 4-5volte chiamammo
subito l' infermiera chiedendo se poteva chiamarci una dottoressa ma
lei …

la storia di Samuele

Ven Gen 22, 2010 11:50 pm Da petrucci federica

ciao sono la mamma di samuele un bimbo di 4anni affetto dalla sindrome di west (non solo anche un ritardo motorio piu un ipertono nelle gambe quindi lui per muoversi per ora gattona) dal ottobre del 2006 le crisi sono durate 10 giorni dopo di che lo stato vegetale quasi per un anno.
dopo variate cure siamo riusciti ad trovare la cura giusta che la fatta per un anno e mezzo,poi i dottori hanno deciso di smetterla perche stava in via di guarigione.
sospesa per 5mesi e febbraio 2009 una crisi …

La storia di Simone raccontata dal papa' Nicola

Sab Gen 23, 2010 12:25 am Da Nicola

Piacere Nicola, mio Figlio Simone di anni 21 ha contratto la Sindrome di West, subito dopo la dose di richiamo del Vaccino Sabin, praticamente il giorno dopo, aveva 4 mesi di vita e l'Ospedale Bambin Gesù di Roma aveva previsto per lui un buon recupero .- Purtoppo non è andata così oggi le crisi sono peggiorate nonostante i viaggi e la valutazione di interventi chirurgici in Italia, Germania e Francia.- Oggi devo seguirlo passo passo per paura che non cada e si faccia male se non peggio, …


    COSA E' LA SINDROME DI DOWN

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    default COSA E' LA SINDROME DI DOWN

    Messaggio Da Admin il Dom Set 20, 2009 2:41 pm

    Cos’è la sindrome di Down?

    La sindrome di Down si chiama così perché è stata descritta per la prima volta da John Langdon Down nel 1866. Egli notò alcune caratteristiche comuni a degli individui con ritardo mentale, per esempio i capelli lisci, un naso piccolo, un viso largo e gli occhi a mandorla. Fu lui il primo a usare il termine mongoloide, sostenendo secondo la cultura dell’epoca che, data la forma "asiatica" degli occhi, le persone con sindrome Down fossero legate atavicamente alla razza orientale.

    Nel 1959, un genetista francese, Jerome Lejeune, scoprì che nelle cellule delle persone con sindrome di Down c’era un cromosoma in più. Dunque l’origine della sindrome era genetica: tutte le persone con sindrome di Down hanno nelle loro cellule un cromosoma in più.

    Ogni persona con sindrome di Down è unica, il suo futuro non è prevedibile e la sua crescita dipenderà da una serie di aspetti costituzionali e ambientali insieme. Queste differenze dipendono soprattutto dalle capacità individuali delle persone con sindrome Down, dagli atteggiamenti educativi della loro famiglia e dalla disponibilità o meno di strutture sociosanitarie adeguate.

    Perché nasce un bambino con sindrome Down?

    La sindrome Down è legata ad un’anomalia cromosomica. È chiamata anche trisomia 21 perché appaiono tre cromosomi, anziché due, nella coppia 21: quindi il numero dei cromosomi in ogni cellula è 47 anziché 46. La sindrome può essere identificata attraverso lo studio della mappa cromosomica di una persona, ma non si conosce la causa. Sappiamo soltanto che l’età della madre può essere uno dei fattori determinanti, nel senso che la possibilità di avere un bambino con sindrome Down aumenta con l’aumentare dell’età della madre e cresce in modo evidente dopo i 35 anni.

    Attualmente, nei paesi più sviluppati, i bambini con sindrome Down nascono più frequentemente da madri giovani. Negli Stati Uniti, per esempio, il 75 per cento circa dei bambini con sindrome Down nasce da madri sotto i 35 anni di età. Anche in Italia si hanno dei dati analoghi. Questo non vuol dire necessariamente che il rischio è aumentato tra le madri giovani, ma significa che c’è un minor numero di nati in genere, in particolare da madri anziane, rispetto al passato. Inoltre le donne sopra i 35 anni di età si sottopongono sempre più frequentemente ad esami prenatali e, nel caso che nel feto si evidenzi un’anomalia cromosomica, possono decidere di interrompere la gravidanza.

    In Italia un bambino su 1000 nasce con la sindrome Down, ossia ne nascono approssimativamente due al giorno. Non sappiamo esattamente quante persone con sindrome di Down esistano attualmente in Italia, ma si presume che siano 40.000 circa.

    La sindrome Down esiste in ogni paese, in ogni razza e in ogni classe sociale. Non è stato trovato dagli studiosi alcun legame tra questo tipo di anomalia cromosomica e fattori ambientali. Né il tipo di dieta, né malattie particolari, né il clima di diverse zone geografiche sono collegabili a una maggiore o minore incidenza della sindrome.

    Esistono forme lievi e forme gravi?

    Ci sono tre tipi di sindrome Down:

    * La trisomia 21 libera, che è la più comune e si verifica all’incirca nel 95 per cento dei casi. Il cromosoma in più è presente nello sperma o nell’uovo, oppure nella prima divisione cellulare e, come conseguenza, ogni cellula che si forma successivamente avrà tre cromosomi alla coppia 21.
    * La trisomia 21 da traslocazione, che è molto rara e si verifica dal 2 al 3 per cento dei casi. In questo tipo di trisomia, una parte del cromosoma 21 si spezza durante la divisione cellulare, "trasloca" e si attacca a un altro cromosoma, di solito al cromosoma 14 oppure all’altro cromosoma 21. In ognuno dei casi è presente del materiale genetico in più. Circa due terzi delle traslocazioni avvengono spontaneamente durante la fertilizzazione, mentre un terzo è ereditato da uno dei due genitori. In questo caso abbiamo l’unica forma di sindrome Down che è legata a un aspetto genetico del padre o della madre. Il genitore che ne è il portatore è normale, ma due dei suoi cromosomi sono uniti, in modo che il numero totale dei suoi cromosomi è di 45 invece che 46. È importante individuare attraverso il cariotipo del bambino la presenza o meno della trisomia da traslocazione, perché se uno dei genitori è il portatore, la possibilità che nascano in quella famiglia altri bambini con sindrome Down è maggiore. Quindi è consigliabile che anche i genitori, gli altri figli e i consanguinei del genitore portatore si facciano fare la mappa cromosomica.
    * Il mosaicismo, che è la forma meno comune: si verifica intorno al 2 per cento dei casi. In questa forma di trisomia 21 la divisione cellulare avviene in modo difettoso dopo la fertilizzazione, durante la seconda o la terza divisione, o durante quelle successive. Come conseguenza, non tutte le cellule dell’embrione che si sta formando conterranno il cromosoma in più. Il bambino potrà avere meno aspetti legati alla sindrome, sia da un punto di vista fisico che mentale. Ma questo varierà da bambino a bambino, e a seconda della sua percentuale di cellule trisomiche.

    Quali sono le caratteristiche fisiche della sindrome Down?

    Le caratteristiche fisiche più comuni sono:

    * la forma degli occhi, che sono piegati verso l’alto;
    * alcune piccole pieghe di pelle all’interno dell’occhio;
    * un naso piccolo e qualche volta un po’ "schiacciato";
    * le orecchie minute, che possono essere un po’ a sventola e situate in basso;
    * la bocca piccola.

    Una caratteristica importante legata alla sindrome è un’ipotonia muscolare che può essere più o meno marcata a seconda del bambino. Tutto il suo tono muscolare all’inizio è floscio, ma con la crescita e con una stimolazione adeguata il bambino potrà diventare forte e, soprattutto se appartiene a una famiglia di sportivi, potrà anche diventare un buon atleta.

    Si può conoscere il grado di ritardo mentale prima della nascita?

    Il grado di ritardo mentale non è assolutamente prevedibile e varia molto da una persona all’altra. Quello che è certo è che il bambino sarà in grado di capire, di imparare e di ricordare quello che ha imparato.

    "Ma cosa significa esattamente ritardo mentale?" "Potrà arrivare all’università?" "Potrà sposarsi?", sono le domande più diffuse tra i genitori, che vorrebbero capire tutto quello che loro figlio sarà o non sarà in grado di fare.

    Ci sono persone con sindrome Down che riescono a studiare fino a livelli superiori e ce ne sono anche alcune che si sono sposate. Ma si tratta di casi molto rari e la rarità è in parte dovuta al fatto che fino a un’epoca recente la sindrome era trattata come un handicap gravissimo e senza speranza. Un altro problema in qualche modo collegato al primo è che troppo spesso non viene data alle persone con sindrome Down la possibilità di crescere in modo autonomo e responsabile. Spesso non viene permesso loro di fare delle scelte, né di sfruttare le proprie capacità relazionali, né di inserirsi in un contesto sociale adeguato.

    Nel caso del bambino con sindrome Down, c’è una notevole differenza tra la capacità di imparare delle nozioni "sui libri" e la capacità di essere autonomo e di stabilire rapporti significativi con le persone. Quest’ultima competenza può essere assai più sviluppata di quanto non sia quella che gli potrebbe permettere di andare in una scuola secondaria. Comunque si può dire che, data una situazione familiare, educativa e sociale adeguata, una persona con sindrome Down può imparare tutto quello che è necessario per avere una vita relativamente autonoma e soddisfacente.

    Quali sono gli esami neonatali consigliati?

    Alla nascita, il pediatra consiglierà ai genitori alcuni esami:

    * l’esame del cariotipo per individuare il tipo di trisomia 21; nel caso si tratti di traslocazione in cui uno dei genitori può essere il portatore sano, si offrirà alla famiglia una consulenza genetica. L’esame sarà eseguito nell’ospedale in cui è nato il bambino, oppure il pediatra fornirà ai genitori le indicazioni sulla sede in cui è possibile effettuarlo.
    * Uno screening neonatale, ossia una serie di esami che vengono effettuati in genere su tutti i neonati per accertare eventuali problemi che hanno bisogno di una terapia immediata. Per il bambino con sindrome Down si accerta, per esempio, il funzionamento della ghiandola tiroidea, in quanto nel bambino Down c’è una maggiore incidenza di malfunzionamento della tiroide.
    * Un esame del sangue, per esaminare il numero e le caratteristiche dei globuli rossi e bianchi.
    * Una visita pediatrica completa con la richiesta della consulenza di un cardiologo, per evidenziare eventuali cardiopatie non diagnosticabili con la sola visita pediatrica.
    * Un controllo oculistico, per evidenziare un’eventuale cataratta congenita.

    Se il bambino non ha problemi molto seri, come avviene nella maggioranza dei casi, le visite specialistiche non sono così numerose e complicate come sembra, soprattutto quando i genitori hanno la possibilità di rivolgersi ad una struttura ospedaliera o ad un centro dove fare tutti gli esami in mezza giornata.

    In cosa consiste la diagnosi prenatale?

    Quando una donna ha avuto un figlio con sindrome Down, soprattutto nei casi in cui si tratti di traslocazione in cui uno dei genitori è portatore, generalmente durante una seconda gravidanza richiede un esame prenatale "per stare più tranquilla". L’esame più comune è l’amniocentesi. Un altro esame consiste nel prelievo dei villi coriali, cioè delle cellule da cui si svilupperà la placenta.

    Attualmente si stanno studiando e sperimentando delle nuove tecniche di prelievo delle cellule del feto o della vagina che dovrebbero essere ancora più sicure e precoci rispetto a quelle attuali. Il tri-test è un esame del sangue della madre che si esegue tra la 15 e la 20 settimana di gestazione e che serve a valutare i livelli ematici di tre sostanze. Si tratta di un test che non indica la presenza o meno di un feto con sindrome Down, ma che dà la percentuale di possibilità che la donna abbia un figlio con la sindrome, quindi se sia il caso di fare un’amniocentesi per avere una diagnosi precisa.

    Quali difficoltà di linguaggio incontra una persona con sindrome di Down?

    I bambini e gli adulti con sindrome Down hanno frequentemente nell’esprimersi con il linguaggio verbale una difficoltà assai maggiore di quanta non ne abbiano in qualsiasi altro aspetto del loro sviluppo. Gli studiosi cercano di capire il perché di questo problema e quali ne possano essere le cause, ma ancora non ci sono riposte definitive.

    La frequenza di infezioni nei canali auditivi, con una relativa perdita dell’udito, può essere collegata a un ritardo del linguaggio. Un’altra delle cause potrebbe essere una particolare difficoltà a coordinare i movimenti della lingua, delle labbra, delle mandibole e del palato. Ma ci potrebbe essere nella sindrome Down un deficit proprio in quelle abilità cognitive specifiche per l’apprendimento del linguaggio. Comunque sia, gli studiosi concordano nel dire che dato lo sviluppo generale di una persona con sindrome Down, ci si dovrebbe aspettare una migliore capacità di esprimersi.

    Un bambino può avere un buon sviluppo mentale ed essere dotato nel campo cognitivo, ma questo non significa che essendo più intelligente saprà parlare meglio. Ci sono infatti alcuni casi, sebbene rari, di persone con sindrome Down che si esprimono con un linguaggio corretto sia da un punto di vista della grammatica che dell’articolazione, ma che nelle altre aeree dello sviluppo non sono necessariamente dotate, così come ci sono persone con sindrome Down dotate da un punto di vista mentale, ma che si esprimono con un linguaggio scarso e impreciso.

    In ogni caso la "terapia" non è specifica per il linguaggio, perché riguarda tutte le aree di sviluppo che sono legate alle capacità psicomotorie del bambino. Quando il bambino riuscirà a collegare la parola all’immagine che ha nella mente, all’inizio potrà esprimere il suo pensiero con i gesti, e questa fase può essere più prolungata nei bambini con sindrome Down, poi con il tempo anche con le parole.

    Cosa possono fare i genitori per aiutare il loro bambino a parlare?

    Il miglior modo di stimolare il linguaggio conversando con i bambini è suggerito da Jon Miller, un celebre linguista che ha fatto numerosi studi sulla sindrome Down:

    *
    Bisogna ascoltare. Fare attenzione a quello che il bambino cerca di dire, in moda da rispondergli nel modo giusto.
    *
    Bisogna essere pazienti. Non si deve inondare il bambino con richieste o azioni. Bisogna concedere al bambino lo spazio e il tempo per agire o per rispondere. Non bisogna temere le pause.
    *
    Bisogna farsi guidare dal bambino. Rispettare il suo interesse del momento, dando risposte, facendo domande e commenti, e aggiungendo nuove informazioni quando il caso lo richieda. Bisogna mantenere il passo del bambino, senza precipitarsi in un’altra attività.
    *
    Bisogna valorizzare il bambino. È necessario fare attenzione e dare importanza alle sue richieste e ai suoi commenti.
    *
    Bisogna imparare a pensare come un bambino. Si deve considerare il suo punto di vista secondo il suo sviluppo cognitivo e, man mano che cresce, la sua diversa prospettiva sulle azioni, sul tempo e sullo spazio.

    Quali sono le principali tappe di sviluppo di un bambino con sindrome Down?

    Alcuni dati sullo sviluppo nei primi anni di bambini con sindrome Down paragonati allo sviluppo dei bambini senza sindrome Down dimostrano come, a parte il linguaggio, gli altri dati non differiscono molto tra i due gruppi, anche se c'è tra i bambini con sindrome Down una grandissima varietà tra un caso e l'altro. Ma in una percentuale dal 50 al 75 per cento dei casi, i bambini con sindrome Down hanno uno sviluppo che appartiene ai valori medi. Per esempio un bambino "normale" tiene la testa dritta e in equilibrio in media a 3 mesi, mentre un bambino con la sindrome intorno ai 5 mesi; mentre quest’ultimo cammina da solo a 19 mesi, un bambino senza sindrome lo fa in media a 12 mesi. E ancora: un bambino con sindrome di Down riconosce i genitori intorno ai 3 mesi e mezzo, mentre un bambino "normale" a 2 mesi.

    Nella comunicazione le differenze sono più accentuate: mentre un bambino "normale" pronuncia le prime parole in media a 14 mesi, un bambino con sindrome Down lo fa in media a 18 mesi, e se il primo esprime i suoi bisogni a gesti a 14 mesi circa, il secondo lo fa solo a 22 mesi.

    I dati a cui si fa riferimento sono naturalmente solo indicativi di una situazione molto generale, che non può tenere conto del singolo. Infatti, un bambino che sia in ritardo nel raggiungere una tappa di sviluppo può essere precoce nel raggiungimento di un’altra.

    Accettazione sociale: quali ostacoli?

    In numerosi studi è stato dimostrato che l’accettazione delle persone con ritardo mentale da parte dei compagni di scuola e dei colleghi di lavoro è fortemente collegata al loro comportamento sociale e non al loro aspetto o al grado di ritardo mentale. In altre parole un bambino o un adulto con sindrome Down saranno accettati se si comportano in modo accettabile e adeguato socialmente.

    Non sarà dunque il ritardo nell’apprendimento della lettura e della scrittura o nell’esecuzione di un compito a determinare il rifiuto nei suoi confronti, ma la causa di un’esclusione sociale sarà un comportamento infantile, onnipotente o aggressivo. Un compagno di scuola non sopporterà tirate di capelli o botte in testa, ma non si preoccuperà minimamente di giudicare il bambino con sindrome Down in base ai suoi quaderni.

    Uno studioso inglese ha fatto una ricerca su 120 famiglie con bambini con sindrome Down dai 5 ai 12 anni e ha trovato problemi comportamentali nel 12-15 per cento dei casi, come nella popolazione "normale". Ogni persona ha infatti un livello diverso di sviluppo mentale, un carattere e un temperamento individuali.

    È possibile formulare alcuni suggerimenti per i genitori?

    Una persona con sindrome Down potrà avere una vita soddisfacente se i suoi genitori cureranno fin dai primi anni di vita lo sviluppo delle capacità autonome e le regole di un comportamento sociale maturo. Queste competenze sono indispensabili per un reale inserimento nella scuola e nel mondo del lavoro, ma soprattutto per favorire una sicurezza e una stima di sé e delle proprie capacità senza le quali una vita insieme agli altri può essere difficile e improbabile. Ecco, quindi, alcuni suggerimenti per i genitori:

    * La gentilezza. È importante stabilire una modalità gentile di rivolgersi ai figli che li aiuti a capire che il genitore si aspetta che si comportino bene. Inoltre, cosi facendo, è insegnato loro anche a rivolgersi ai genitori in modo più gentile le buone maniere sono un investimento fondamentale per l’inserimento sociale di chiunque, quindi anche del bambino con sindrome Down.
    * Un passo per volta. È necessario curare al massimo gli aspetti legati all’insegnamento dell’autonomia e delle buone maniere, perché nel caso di un bambino con sindrome di Down è maggiore il rischio che si determini nei confronti di qualsiasi apprendimento quell’atteggiamento passivo che i genitori chiamano pigrizia e quell’indisciplina che finisce con il creare in ogni madre o padre un senso di scoraggiamento e di impotenza.
    * I complimenti. Naturalmente bisogna complimentarsi con un figlio solo se è stato veramente bravo, se ha imparato bene qualcosa o se si è comportato bene, altrimenti potranno insorgere in lui una sfiducia nel giudizio dei suoi genitori e delle confusioni che vanno evitate. Lo scopo è infatti quello di rinforzare solamente dei comportamenti che siano buoni e non gli sbagli. I complimenti andrebbero sottolineati soprattutto quando il figlio riesce ad essere bravo dopo qualche tentativo non riuscito.
    * La fermezza. Di fronte a un problema di comportamento del bambino con sindrome di Down i genitori dovranno accordarsi su una linea comune da tenere con fermezza ogni volta che si manifesta il comportamento indesiderato. Per esempio se la situazione non è più sotto controllo, a volte può essere sufficiente ignorare il comportamento indesiderato facendo finta di nulla. Oppure distrarre il bambino con un’attività piacevole non appena si prevede l’arrivo del comportamento disturbante.


    Per saperne di più: Associazione Italiana Persone Down

    http://www.aipd.it/

      La data/ora di oggi è Gio Nov 23, 2017 10:32 am